La nuova frontiera del Category Management

L'impatto della pandemia sul Category Management

 

 

 

 

 

 

Partiamo dicendo qualcosa di ovvio: la pandemia di Covid-19 ha modificato le abitudini di vita di tutti di noi e gli effetti dei mutamenti sono constatabili nella maggior parte delle attività economiche e sociali.

Ma come ha influito la pandemia sul Category Management?

Insieme a Blue Yonder, di cui siamo partner da oltre venti anni, abbiamo pensato valesse la pena scrivere una guida dedicata a tutti gli attori coinvolti in questa disciplina che hanno vissuto, sia in qualità di lavoratori che di consumatori, il delirio in cui è stato catapultato il settore Grocery proprio in questo dannato, quanto rivoluzionario, periodo.

Gli effetti della pandemia non vanno intesi come circostanziali: per esempio il lockdown ha accelerato vertiginosamente lo sviluppo della vendita online, dando la possibilità ai neofiti dell’e-commerce di avere la loro prima esperienza di acquisto online.

E per molti di loro questo significa aver rotto il ghiaccio e aver dato vita ad una nuova abitudine di spesa.

Non solo: la pandemia ha modificato anche la concezione e la progettazione degli spazi di vendita, i negozi. Le normative di distanziamento sociale, la protezione individuale di dipendenti e consumatori (ed i relativi flussi di traffico) rappresentano i temi caldi alla base delle modifiche all’organizzazione di corsie e scaffali; allo stesso tempo, la nascita di nuovi bisogni di acquisto (e la domanda in repentina crescita di bisogni già esistenti) hanno reso necessario, per i Retailer, rivedere assortimenti e spazi dedicati alle varie categorie merceologiche.

Un approccio integrato

Insomma, gli effetti sono stati evidenti su tutte le leve del Category Management: planogrammi, planimetrie e assortimenti.

Nasce spontanea, quindi, la conclusione che porta a ritenere indispensabile un approccio integrato nella gestione delle tre leve, al fine di poter disporre di planimetrie, planogrammi e assortimenti in linea con i bisogni del consumatore, che, oggi come non mai, risultano in repentino mutamento a causa di nuovi stili di vita e abitudini di consumo.

L’offerta dei Retailer deve prevedere la soddisfazione del consumatore come il primo degli obiettivi da centrare e l’approccio “Customer First” risponde oggi a questa esigenza.

Cosa significa approccio Customer First e come si fa ad ottenerlo?

È indispensabile che i Retailer conoscano perfettamente i loro consumatori e che non ne tradiscano le aspettative. Per poter fidelizzare il consumatore, il Retailer deve impegnarsi per garantire al cliente una shopping experience ottimale in termini di aderenza ai suoi bisogni relativamente a prezzi, promozioni, assortimenti, servizi e programmi fedeltà.

Il Category Management in questo ha un ruolo fondamentale poiché si pone al servizio dei Retailer e collabora con:

  • Analysis & Planning Specialist: fornisce insights decisivi per l’introduzione o l’eliminazione di prodotti
  • Gli Acquisti: fornisce scenari “What-If” utili a formulare strategie di negoziazione basate su modifiche assortimentali e/o dei fornitori
  • Merchandiser e Operations: fornisce raccomandazioni che anticipano le tendenze e i cambiamenti del mercato
  • I Fornitori: elabora strategie “What-If” per l’inserimento di nuovi prodotti o l’eliminazione di prodotti poco performanti
  • Il Marketing: fornisce i dati dei consumatori utili per elaborare campagne promozionali personalizzate.

In un contesto del tutto nuovo e in cui la competizione aumenta, risultare proattivi ai cambiamenti di scenario è l’unico modo per staccare la concorrenza e il Category Management, inteso come qui esposto, è un’arma fondamentale per vincere le nuove sfide.

Questa è la guida che abbiamo creato in collaborazione con Blue Yonder per te e che speriamo possa esserti utile.

Buona lettura!

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