Il reparto Ortofrutta sta trasformando i pdv della distribuzione

L’indagine condotta da SgMarketing rivela il grande potere di attrazione del reparto, divenuto catalizzatore delle tendenze del consumatore e spazio dove il cliente valuta la qualità e la convenienza dell’insegna.


Sull’onda della crescente attenzione del consumatore per proprio benessere fisico e per un’alimentazione quanto più possibile naturale, basata sempre su prodotti freschi e di qualità, il reparto ortofrutta, negli ultimi anni, ha smesso gli umili panni di categoria di servizio e si è evoluto in uno spazio di vendita in grado di segnare l’intera esperienza d’acquisto.
Questo cambio di approccio ha determinato un impatto sul layout del reparto: è aumentato lo spazio assegnato alla frutta secca (sfusa e confezionata), così come quello destinato ai succhi freschi ed è stata introdotta una nuova area dedicata ai prodotti altamente innovativi (es. le mousse). Infine, si è giunti ad integrare in assortimento la categoria dei legumi secchi e dei semi edibili, che tanto stanno riscontrando il favore dei consumatori.

Partendo da questi dati, nel 2015, SgMarketing, società specializzata nel marketing alimentare, ha condotto una approfondita indagine nazionale sulla categoria, che ci presenta un’istantanea piuttosto dettagliata della tematica sia dal punto di vista del consumatore che delle azioni messe in campo dalla distribuzione per intercettare le nuove richieste del mercato.

Salvo Garipoli, Senior Consultant di SgMarketing, afferma: «il reparto ortofrutta, posizionato all’ingresso dei pdv, è il biglietto da visita dell’insegna, con il compito di accogliere, gestire, categorizzare e comunicare le differenti famiglie merceologiche (dalla frutta e verdura convenzionale, alla frutta secca ed esotica fino a giungere al biologico ed alla IV e V gamma) presenti in assortimento in referenze sfuse (l’80% dei consumi) o confezionate». L’indagine ha rilevato come, da Nord a Sud, il consumatore consideri il reparto ortofrutta l’elemento maggiormente rappresentativo della qualità e della convenienza complessiva dell’intero pdv. Un aspetto che una catena non può ignorare.

Alcuni numeri

La categoria nel suo complesso consta, nei grandi formati, di circa 300 referenze, e contribuisce mediamente al fatturato del pdv per circa il 10% nei formati di prossimità, per l’8% nei super e per il 5/6% negli ipermercati. Mentre la marginalità media, secondo i dati del Cermes del 2014, ammonta al 50% per gli ortaggi ed al 30,2% per la frutta.

Feedback e prospettive

Se da un lato la distribuzione ha cominciato ad approcciare diversamente alla categoria, per lo shopper, come evidenziato dall’indagine di SgMarketing pubblicata nelle scorse settimane da GDOWEEK, tali sforzi non paiono ancora sufficienti a garantire un elevato grado di soddisfazione.
Per venire incontro alla domanda di freschezza, ampiezza assortimentale e convenienza del consumatore, il retailer dovrà ridisegnare lo spazio fisico dedicato alla categoria conferendole maggiore distintività e valore.

Solo in questo modo il retailer aumenterà la capacità di attrazione dell’intero pdv sostenendo, allo stesso tempo, le strategie commerciali dell’insegna.

FONTI
GDOWEEK – “Come ti trasformo lo store con l’ortofrutta”

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